Una pagella in materia di clima per tutti i Paesi del mondo Il consorzio internazionale Climate Action Tracker stila ogni anno la classifica delle nazioni che adottano politiche di tutela ambientale.
Vai ai giochi

News

Una pagella in materia di clima per tutti i Paesi del mondo

categoria: Venerdì 13/04/2018
Una pagella in materia di clima per tutti i Paesi del mondo

Il consorzio internazionale Climate Action Tracker stila ogni anno la classifica delle nazioni che adottano politiche di tutela ambientale.

Il CAT, un consorzio indipendente di ricerca che monitora l’impegno e le politiche climatiche delle singole nazioni, ha adeguato il suo sistema di rating secondo gli obiettivi previsti dagli accordi di Parigi.  In principio, il sistema monitorava 33 Paesi divisi in due categorie “medio” e “inadeguato”. Ora le categorie sono passate a sei, consentendo di misurare con più precisione l’impegno dei singoli Paesi nella lotta al riscaldamento globale.

Rispetto alla Conferenza sul Clima di Copenaghen del 2009, che aveva stabilito di contenere l’aumento delle temperature medie globali entro i 2°C al 2050, nel 2015 il limite è stato fissato al 1,5°C. Un obiettivo ambizioso per tutti, per cui il CAT ha dovuto distribuire molte ‘maglie nere’.

 Infatti, in cima alla classifica, la categoria “modello di comportamento”, risulta ad oggi purtroppo ancora vuota.

Seguono diversi gradi di sufficienza, che si distinguono in:

  • politiche climatiche compatibili con il limite di 1,5°C, dove compare il solo Marocco come esempio virtuoso;
  • politiche climatiche “compatibili con il limite dei 2°C ” in cui compaiono India e Costa Rica      

Le insufficienze sono distinte in tre livelli: normale, serio e critico.

Nella casella dell’insufficienza semplice ricadono la maggioranza dei Paesi considerati: Australia, Brasile, Canada, Norvegia, Svizzera e l’intera Unione Europea, inclusa quindi l’Italia. Seriamente insufficienti sono poi le potenze economiche asiatiche, ovvero Cina, Giappone, Corea del Sud e Singapore, a cui si uniscono Argentina e Sud Africa.

Tra i “gravemente insufficienti” ci sono invece gli Stati Uniti, insieme a Arabia Saudita, Turchia, Cile, Russia e Ucraina. 

La Cina è stata declassata perché, grazie alla sua crescita economica, gli viene riconosciuta una maggiore responsabilità e capacità di ridurre le proprie emissioni climalteranti. A ben vedere però, la Cina offre nel proprio piano nazionale enormi investimenti per le energie rinnovabili. Un serio rimprovero viene fatto invece al blocco dei Paesi occidentali, ancora inerti nel campo delle politiche di sostenibilità.

 

share

Altre News

L’eccellenza italiana del turismo sostenibile: premiati 9 parchi italiani

L’eccellenza italiana del turismo sostenibile: premiati 9 parchi italiani

Mercoledì 05/12/2018

Un primato tutto italiano quello del turismo sostenibile: quest’anno, infatti, sono nove i parchi del Belpaese che hanno ricevuto la certificazione di qualità con la Carta europea per lo sviluppo sostenibile (Cets)

Casi di inquinamento in Italia, un convegno Ispra fa il punto sugli illeciti commessi

Casi di inquinamento in Italia, un convegno Ispra fa il punto sugli illeciti commessi

Lunedì 03/12/2018

Un quadro complesso quello che emerge dagli studi condotti da Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, e dalle Agenzie ambientali nazionali, sui casi di inquinamento avvenuti in Italia tra il 2017 e l’anno in corso

10 river 1 ocean: il viaggio, inseguendo la plastica, nei fiumi più inquinati al mondo

10 river 1 ocean: il viaggio, inseguendo la plastica, nei fiumi più inquinati al mondo

Venerdì 30/11/2018

È l’ultima sfida di Alex Bellini, l’esploratore italiano che ha deciso di partire per un viaggio estremo con l’obiettivo di liberare i mari dalla plastica