Che mondo sarebbe senza le api?

A Roma arriva un progetto originale per monitorare la qualità dell’aria: ‘Apincittà’

Si tratta di una rete coordinata di alveari, dislocata in diversi luoghi strategici della città per monitorare non solo la qualità dell’aria della Capitale ma anche la biodiversità cittadina. L’osservazione consentirà anche di svolgere ricerche sugli effetti indesiderati per le api e per i prodotti dell’alveare.

L’iniziativa è stata già sperimentata in Germania e Canada, e in Italia è stata promossa dai Carabinieri Forestali e dal Fai, Federazione Apicoltori Italiani. A Roma si prevede di mettere a sistema i piccoli ma numerosi allevamenti già presenti, creando nella prima fase una rete di dieci postazioni nel Centro Storico. Sono già state individuate una decina di realtà apistiche, disponibili a entrare in rete, da Largo Argentina–Apiario Sperimentale FAI fino alla Tenuta Tor Marancia-Parco Appia Antica.

Una centralina di biomonitoraggio, che conta su circa 50.000 api nel momento di massimo sviluppo delle famiglie, è da considerarsi sito di interesse scientifico, che fornirà, grazie al sistema di monitoraggio, preziose informazioni: le fioriture di Roma più diffuse e visitate dalle api, la presenza e concentrazione di metalli pesanti, polveri sottili, microplastiche e IPA-Idrocarburi Policiclici Aromatici.

Al motto di “Il mio non sol, ma l’altrui ben procuro”, Apincittà promette un modello di progetto ad alto tasso di inclusione, a cui altre Istituzioni ed Enti di Ricerca potranno aggregarsi, e un format di apicoltura didattica per la biodiversità urbana rivolta alle scuole e ai cittadini.

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